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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Vernici ad acqua e a solvente: analogie, differenze e impatto ambientale
Dal car detailing alle classiche riparazioni, la vernice è uno degli strumenti imprescindibili per il lavoro del carrozziere. Ne esistono di tutti i tipi: da quelle ad effetto, a quelle specifiche per particolari superfici, a quelle con diverso tempo di essiccazione. Insomma, qualunque siano le proprie esigenze, è possibile trovare sul mercato il prodotto di cui si ha bisogno, e con l’evoluzione sempre crescente delle tecnologie nel settore, è possibile trovare prodotti sempre più performanti ed efficienti.

Proprio il crescente sviluppo del settore rende la scelta del prodotto adatto al proprio lavoro ancora più difficile, mettendo in gioco molti più aspetti da considerare, come ad esempio la salute dell’operatore e l’impatto ambientale del proprio lavoro. Un esempio è quello delle vernici a solvente che in passato erano le più performanti e quindi anche più diffuse, ma che poi si è scoperto essere estremamente inquinanti, nonché dannose per l’uomo.

Le vernici, infatti, si differenziano per il diluente al loro interno, ovvero la componente che rende liquido il prodotto facilitandone l’applicazione e che durante il processo di essiccazione evapora, lasciando le superfici lucide ed uniformi, grazie al reticolo prodotto dai processi di filmazione e coalescenza. Nel caso delle vernici a solvente, il diluente è, appunto, un solvente, che evaporando si disperde nell’ambiente, contribuendo all’inquinamento dell’atmosfera e provocando danni anche alla salute dell’uomo in quanto cancerogeno. Per arginare questo problema, la legge sancisce una percentuale massima di solventi nocivi presenti nelle vernici e sono previste multe per le officine che non rispettano tali normative.

Un’alternativa alle vernici a solvente è data dalle vernici che utilizzano l’acqua come diluente, che in alcuni casi emettono fino al 95% di sostanze nocive in meno. Questo tipo di vernici, anche in conseguenza all’ondata verde che sta investendo il settore, ha raggiunto performance estremamente elevate che non hanno nulla da invidiare alle vernici a solvente e che continuano a migliorare con l’avanzare delle tecnologie. Molte case produttrici, infatti, si stanno adeguando alle nuove esigenze con prodotti sempre più ecosostenibili e la stessa filosofia è seguita anche dai grandi brand del mercato delle auto. Tra questi, ad esempio, BMW dal 2016 ha modificato le linee di verniciatura dei suoi impianti in Baviera, riducendo di oltre 12.000 tonnellate la percentuale di CO2 rilasciata nell’atmosfera durante i diversi processi di produzione.

Alcuni però sono ancora scettici nei confronti delle vernici ad acqua, in quanto spesso questo tipo di vernice presenta al suo interno, oltre all’acqua, un altro cosolvente (spesso nocivo) che serve a stabilizzare la formulazione e rendere il prodotto più performante. Inoltre, anche le lacche e i fissanti che vengono applicati a verniciatura completata non possono essere definiti “ecologici” e per questo molti sono diffidenti nei confronti dell’effettivo impatto ambientale di tali prodotti. Resta, però, indubbio che le vernici ad acqua siano complessivamente meno inquinanti e dannose di quelle a solvente, e sono il primo passo verso un comportamento etico nei confronti dell’ambiente.

Fonte: Car Refinish Italia
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